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Discutendo di cazzi, con il passare del tempo mi sono convinto che la maggior parte delle donne e degli uomini li dividono e etichettano in base a un unico criterio: la dimensione. Per loro non c’è altro.

cock, photo by Robert Mapplethorpe

cock, photo by Robert Mapplethorpe

Per me, il pene è un universo intero, e figuriamoci i coglioni. Adoro il corpo maschile nudo, ritengo la bellezza di un corpo, l’anatomia dei dettagli, le proporzioni tra le parti forme d’arte e di espressività incredibili, immediate e potenti. I cazzi, come i loro proprietari, sono tutti diversi. Certo, ce ne sono di grandi e piccoli, ma non basta: alcuni hanno rapporti di proporzioni particolarmente privilegiati e appaiono eleganti. Altri, risultano quasi deformi, con la cappella molto più grande o molto più piccola del tronco. Ce ne sono di dritti, di molto storti da una parte o dall’altra. Alcuni si incurvano verso l’alto o verso il basso. Il mio è leggermente ricurvo verso l’alto, non troppo e raggiunge lo spessore massimo circa a metà del tronco: questo dettaglio anatomico lo rende estremamente adatto alla penetrazione anale, che riesco a portare a termine più gradualmente, dando allo sfintere altrui il tempo di abituarsi a diametri sempre maggiori. Alcuni peni grossi lo sono già da mosci, altri da molto piccoli diventano dei veri bestioni quando vanno in tiro. Tanti, come il mio, hanno pelle abbondante che ricopre la cappella, particolarmente piacevole da far scorrere avanti e indietro con la lingua, con le dita o penetrando: il modo migliore e più efficace per farmi sborrare. Ci sono cazzi che, una volta eretti, non permettono più a nessuno di tirare indietro la loro pelle; qualcuno è pure circonciso.

Il modo, poi, con cui il sesso maschile va in erezione è completamente diverso da individuo a individuo: il tempo necessario all’erezione è variabile, da un secondo a qualche minuto. Grande variabilità per l’angolo formato dal cazzo con il corpo: alcuni si allungano in orizzontale,il mio si erige perfettamente in verticale, molto duro, sfiorandomi l’ombelico: per questo motivo non è molto flessibile e alcune posizioni, come le forbici, mi sono abbastanza precluse. Mostro invece il meglio di me a pecorina, dove riesco a penetrare a fondo senza lasciare scampo ai miei malcapitati. cropped-mapplethorpe.jpg

La sborra e la sborrata sono un altro argomento ancora. Ci sono ragazzi che schizzano potenti getti, altri che si colano (e ti colano) addosso, qualcuno fa addirittura entrambe le cose. L’abbondanza, la consistenza, il colore, il sapore e l’odore dello sperma sono inoltre marchio di fabbrica del proprietario, senza possibilità di equivoco. Lo schizzo vi è arrivato in faccia, sullo specchio o sul muro, dietro il divano? Sì allora potrei essere io.

Di cazzi, come si può immaginare dalla precedente dissertazione, ne ho visti in quantità, tutti diversi, ognuno con la sua personalità, il suo modo di comportarsi, la sua storia. Alla prossima persona, uomo o donna che sia, che osa sostenere in mia presenza che sono tutti uguali, chiederò gentilmente di mettersi in ginocchio e succhiarmelo, fino a farsi venire in bocca. “Lo trovi ancora uguale a tutti gli altri, sapore compreso? No, credo proprio di no!”

cock and gun, 1982

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