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Le situazioni di dominazione, a tutti i livelli, costituiscono certamente una grande attrattiva nel sesso e quasi tutti prima o poi sentono il desiderio di provarci. Per dominare a livello fisico basta essere più muscolosi, più forti e irrispettosi dell’altra persona. Per dominare una persona a livello psicologico e mentale, al contrario, occorrono grandi personalità, decisione e un intuito perverso per lo scoprire le debolezze altrui e sfruttarle per il massimo godimento di entrambi.

Fra era un vero maestro, in questi giochetti, e per quanto nel frattempo avessi fatto anche io le mie esperienze al riguardo, il suo talento innato continuava a dimostrarsi superiore. Aveva una bravura incredibile nello scoprire le perversioni www.renatogamafotografo.comaltrui, tutti i punti sensibili degli, anche quelli che neppure loro stessi sapevano di avere. Era biondino, basso di statura e estremamente magro, col cazzo piccolo e storto; neppure mi piaceva troppo, fisicamente. Eravamo stati trombamici per un po’, poi ci eravamo persi di vista. Mi scrive un messaggio qualche tempo fa, ci accordiamo per rivederci da me. è fidanzato, ora, ma memore del mio cazzo enorme, decide di concedere al suo culetto bianco un boccone di prima scelta e una scopata di qualità. Entra in casa, senza chiedere il permesso si accomoda sul divano e, distrattamente, comincia a spogliarsi. Si toglie dapprima scarpe e calze, ben ricordandosi di quanto mi piacciano i suoi piedi, li appoggia, probabilmente sudati, sulla mia borsa per i libri. Maledetto stronzo, ancora non ha fatto nulla e sono già eccitato come un cane in calore. Struscia delicatamente i piedi sulla cartella e sui libri che ci sono dentro, con noncuranza. Io sono seduto su una sedia, vicino al divano. Continua a parlarmi, allunga una gamba e mi appoggia le dita dei piedi in mezzo alle gambe, sui jeans. Non capisco più niente, comincio a godere intensamente, la presenza di quel piede mi ossessiona. Voglio resistere ma niente, ci metto le mani sopra, lo accarezzo, mi porto le dita al naso per sentire se odora. Ha già la situazione in pugno, mi dice di andare in camera, gli corro dietro senza farmelo ripetere. Mi calo i pantaloni, mi spoglio del tutto e poi comincio a spogliare lui. Si fa spogliare tranquillamente, poi rapidamente si avventa sul mio cazzo già durissimo, lo prende in bocca tutto d’un fiato. Godo rumorosamente, mi spinge una mano sul petto, crollo supino spingendogli la testa in mezzo alle mie gambe. Ingoia senza fare una piega, alza lo sguardo e pianta i suoi occhi verdi nei miei, senza staccare le labbra dalla mia cappella. Muove nuovamente i piedi, contorcendosi ne fa strisciare uno sul mio petto e poi sulla mia faccia. Sono in estasi, sento l’odore di un leggero velo di sudore, comincio a leccarlo forsennatamente succhiando l’alluce e poi le altre dita. Sono suo, lo sa perfettamente. Ora è pronto, mi chiede di passargli il lubrificante, si mette a cavalcioni del mio cazzo impaziente e si fa penetrare gradualmente. Vorrei fotterlo io, prendendolo da dietro, lo sa bene. Non oggi, non me lo permetterà. Mi domina facendo il passivo, lo fa sempre, dimostrando così che la sua autorità è tutta psicologica, che mi è superiore e che io sono solo un maledetto giocattolo ubbidiente nelle sue mani. Comincia a cavalcarmi con i suoi tempi. Gode a fondo, come se fosse da solo. Spesso non mi guarda neppure in faccia, ammira il suo riflesso in uno specchio, la sua eleganza nel cavalcare, la sua bravura nel ridurmi schiavo al suo volere. Godo molto nell’essere il suo strumento di piacere, ma comincio a voler gestire un po’ io la situazione. Tento di alzarmi e di girarlo, ma mi blocca le braccia con decisione, abbassandosi su di me.  Ho la bocca un po’ aperta, ci sputacchia dentro facendomi cenno di leccare la sua bava e di ingoiarla. La cosa mi eccita, gli obbedisco. Si passa una mano sulla cappella, è infradiciata dai suoi liquidi. Raccoglie con cura un po’ di quella pre-sborra con un dito e me la mette in bocca, sporcandomi volutamente la guancia. Poi torna a cavalcarmi, prendendosi egoisticamente il mio piacere. Mi fotte col culo, si masturba con la mano finché non viene schizzando su di me, fino in faccia, ovunque sulle mie coperte e sul mio cuscino. Espira soddisfatto, esce da me e se ne va in bagno a darsi una pulita. Mi ha usato, ma sono soddisfatto, pur senza essere venuto. Sa prendere le mie debolezze, le mie perversioni, trasformandole in puro piacere intellettuale e fisico. Si riveste, prima di andarsene, mi bacia appassionatamente. “Ciao bello, è stato un piacere, soprattutto mio!” Sa benissimo che il sapore dei suoi piedi, la sensazione provata bevendogli lo sputo e vedendolo cavalcare su di me rimarrà nei miei sogni molto più di quanto non sia rimasto il mio cazzo nel suo culo. Forse proprio per questo lo fa.

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